Così si pone Rita Levi Montalcini nell'intervista trasmessa, ieri mattina, da radiorai3 al Terzo Anello.
In circa venti minuti la scienziata, attraverso il tono severo e arcigno della voce, ma al contempo carismatico, ha letteralmente rintuzzato la giornalista e i suoi innocenti tentativi di farla scadere nel gossip e nel divismo culturale.
Quando è infastidita, Rita liquida l’interlocutrice con “La cosa mi lascia del tutto indifferente”.
L’intervista è preceduta dall’intervento di una collaboratrice, Giuseppina Tripodi, che parla degli amori privati della scienziata, i fiori(le rose soprattutto)e i libri; ben tre scaffali sono dedicati ai poeti, stranieri e italiani, tant’è che la fedele accolita s’è messa a scrivere poesie e soltanto da poco l’ha rivelato a Rita, vergognandosi della novella passione.
Il dato che emerge dalle parole del Nobel è la tendenza a demolire i luoghi comuni, sia quando parla di se stessa, sia quando affronta tematiche di scottante attualità.
Ne sintetizzo gli snodi principali, poiché, in quest’inizio d’anno, ritengo possano essere spunto di riflessione per tutti.
ETA’
Non conta affatto.
La Montalcini non dà importanza agli anni, la vita è un continuo, un imparare a capire cosa è importante nella vita.
GIOVANI
Non è preoccupata per i giovani, che non sono uguali come comunemente si crede, è necessario riconoscere loro il diritto di essere attori e non spettatori.
Conta il merito.
COLLABORAZIONE
Dall’esperienza di ricercatrice si impone la necessità di uno scambio reciproco tra vecchi e giovani: gli uni conoscono l’informatica, gli altri il passato.
SCIENZA E RELIGIONE
Essere laico va benissimo con la religiosità; è necessario, però, che ognuno decida di sé per sé.
FIOCCO ROSA e AZZURRO
Il capitale umano è egualmente distribuito tra uomini e donne. Non è una differenza genetica, ma epigenetica.
A livello personale, la Montalcini ha dichiarato di non avere rinunciato ad essere donna e madre; le interessava di più coltivare la scienza per aiutare il prossimo.
CONSIGLI
Non ha consigli da dispensare, tuttavia ritiene che tutti si debba conoscere il funzionamento del cervello. La tendenza di oggi è quella di adoperarne di più i centri arcaici, alla cui base sta l’emotività, mentre sarebbe vitale sfruttarne i centri cognitivi annidati nella neocorteccia.
L’emotività, utile per l’evoluzione dell’australopiteco, potrebbe causare, invece, il rischio dell’estinzione della specie umana. Dalle irragionevoli ragioni delle emozioni sono scaturite, infatti, le tragedie storiche, i regimi totalitari, le guerre.
Infine… impegno, entusiasmo e competenza!
Post post
(Siate indulgenti per l’andamento paratattico del post e le ripetizioni lessicali, ma ho cercato di essere fedele al parlato)
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Accolgo l'appello di Obhund.
Lama Tzong Khapa