La domenica mattina inizia proprio bene; ricevo e pubblico un’email inviatami da un’ex allieva.
Perché postarla qui?
Non mi interessano proprio gli eventuali complimenti dei lettori, ormai dopo anni di bloggaggio ho fatto tesoro di una frase scovata in un vecchio libro di grammatica: “Trattate i complimenti che vi vengono fatti come se fossero profumi: odorateli, ma non inghiottiteli!”.
Sbandierarla qui ai quattro venti ha per me il valore di un punto di forza, di un’interrogazione andata a buon fine, di uno sprone a proseguire dritto per la mia strada.
Nella scuola italiana si respira sempre più un’aria da regime fascista travestito da democrazia.
E chi esprime il proprio punto di vista, anche se particolare e discutibile, viene addidato come sovversivo.
I colleghi nella quasi totalità sono proni e pronti a tutto: pur di salvaguardare lo stipendio e/o incrementarlo con progetti, progettini e progettacci, non vedono, non sentono, non discutono, non criticano.
Non professano.
Sono i loro così sia alla passività intellettuale a sferrare un pugno nello stomaco, a generare amarezza e pessimismo.
Meri esecutori di direttive; che poi non vuol dire non eseguirle, me ne guarderei bene, infatti chi mi conosce sa che il dovere(e gli obblighi contrattuali) viene prima di ogni cosa.
Poi, al mattino, entri in classe e scordi tutto.
Le 4-5 ore trascorse con i ragazzi spossano sì per la fatica, ma al contempo rigenerano.
Menti giovani e fresche, sorridenti e ridenti, vive e acute.
Salve professore!
Come procede l'anno scolastico?
Il mio primo anno d'Università è iniziato parecchio bene. Le lezioni frontali stimolano la mente a porsi mille perché e vengono per lo più supportate da diapositive (si è mai chiesto perché la "Vespa",uno tra i più famosi motorini della storia, si chiama proprio in questo modo? Il perché la Gioconda sia il quadro più famoso al mondo? Fino a che punto l'Arte si possa definire tale?) mentre i laboratori, anche se molto impegnativi, hanno tra i tanti scopi quello di tirar fuori la creatività degli studenti, oltre che prepararli nella progettazione di oggetti, di packege (imballaggio dei prodotti), ecc... Si figuri che qualche giorno fa la lezione si è svolta al Foro Italico e l'obiettivo era quello di rappresentare uno squarcio del parco e di scegliere due oggetti dell'arredamento urbano per poi rappresentarli, individuando da soli i materiali e le misure per poi trascrivere una descrizione dettagliata (esperienza davvero interessante se non si fosse svolta in concomitanza con una folata di vento che ha spazzato via parecchi dei nostri sforzi!). Una piccola curiosità che sono sicura potrà interessarla è che i famosi "birilli" che circondano il foro rappresentano, in realtà, il profilo del busto di Eleonora d'Aragona che si trova a Palazzo Abatellis!
Cambiando discorso, visto che il mio entusiasmo rischia di farmi scrivere per ore e ore, devo dire che il sentire parlare della morte di Alda Merini, conosciuta al corso di letteratura moderna, mi ha portata indietro, prima di qualche mese, poi di qualche anno. Quando all'inizio di quest'anno scolastico i bidelli non volevano farmi entrare a scuola, ho sentito forte il senso di nostalgia, pensando: "Il liceo si è già scordato di me". Eppure io non potrò mai scordare questo "mostro d'inchiostro" (l'immagine arriva da uno dei primi libri che ho letto da piccola e mi piace definire così il liceo per tutto l'inchiostro che in cinque anni si usa) che mi ha dato davvero tanto. Volevo ringraziarla di cuore, prof, per aver gonfiato esponenzialmente questo tanto, per aver creduto sempre in me, per il semplice fatto che so chi è Antonia Pozzi o a che "serve" la letteratura, perchè riesco a capire le iscrizioni latine nelle chiese e non resto di stucco dinnanzi a gente che si confronta su autori e tendenze.
Si è fatto tardi, spero di avere sue notizie..