martedì, 18 agosto 2009

I tre rompi...

Bisogna essere affetti da non so quale prurito sadico-masochistico ai cotiledoni inguinali per assegnare ad un allievo liceale del quarto anno la lettura, con annesso riassunto, capitolo per capitolo, de I tre moschettieri.
Un abominio, se si analizza il ben sortito panorama letterario dell’Ottocento, un orrore se si dà un’occhiatina al secolo scorso; tuttavia glielo si conceda al collega,  se proprio si è in vena di romanticherie e avventure, se ci si sbrodola addosso per puntali di diamante e traditori, per gente di toga e di spada.
Una punizione esemplare, se si vestono i panni del miserando allievo che erutta sbadigli di noia e sottintese maledizioni, si soffia con la copertina di un maxiquaderno, sdegnando l’aria condizionata; nel frattempo tenta di decifrare i geroglifici vergati di proprio pugno e intanto scorda chi è Milady de Winter, cui va tutta la mia cordiale antipatia.
Io fiammeggio d’ira.
Mi scorre per le vene la tentazione di strappargli il foglio, di tirare fuori gli stampini delle elementari e di fargli copiare cento pagine di grafemi in corsivo.
Altro che Athos, Porthos e Aramis!
Vada a fanculo Milady de Winter, Anna d’Austria e Richelieu.
Vince la pazienza, ma si è capito che detesto i tre moschettieri e D’Artagnan.
postato da melchisedec alle ore agosto 18, 2009 19:13 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
categoria: libri, nugae, ironia, iperbole, melchisedec


venerdì, 26 giugno 2009

La Tranciaballe

cast-margelC’è un donnone che si aggira nella mia scuola.
Ha un vocione imperioso, a tratti stridulo; del tutto inespressivo il volto, macchiettato di efelidi su gote color prugna.
Una presidentessa di commissione, un po’ invasata, un po’ repressa.
L’abbigliamento è semplice: indossa delle gonne che probabilmente usava mia madre negli anni ’70, camicetta a manica rigorosamente lunga, o con fiorellini di prato o a tinta unica.
Non sono più abituato a incrociare colleghe così datate nell’aspetto; la maggior parte delle insegnanti sfoggia, infatti, un abbigliamento all’ultimo grido.
Anche le più anziane sfilano con abiti da sera e capelli vaporosi.
L’esame di stato fa scattare questa sorta di sfilata di gala tra polvere di gesso e cartacce.
L’aula dell’esimia è diventata un forziere di regole e verbali, compiti e cancelleria.
La bruta ritiene di essere l’unica al mondo.
Non tiene conto che in una scuola esistono più aule e si dà il caso che il suo fortino sia ubicato in prossimità dell’aula che occupa la mia commissione.
Ha letteralmente tappezzato le pareti del corridoio di avvisi scritti a quadrata littera.
Uno di essi minaccia che saranno allertate le forze dell’ordine nel caso in cui un estraneo sia beccato nella zona minata; su un altro, posto sulla porta, si legge un iperbolico “vietato l’ingresso agli estranei”.
Chi s’imbatte in lei lungo il corridoio deve farsi riconoscere.
Membro interno? Esterno? Estraneo? Infiltrato?
Io non la cago neanche e aspetto impaziente un attacco.
Un mio simpaticissimo collega stamani ha sbottato in “Sono un ladro” dopo un’ennesima richiesta di identificazione da parte del maschione travestito da donna.
Un altro, fine pensatore, sostiene che quel vietato l’ingresso agli estranei debba essere interpretato al contrario, con un senso ribaltato.
Tutti i maschietti preferiscono tuttavia rispettare il senso letterale.
Non avrà vita facile la presidentessa; non ha ancora capito che l’aula accanto al fortino è in verità occupata da cagnoli, come si dice a Palermo.
Ossia individui a metà tra i cani di strada e gli esseri umani con la battuta arguta sempre sulla punta della lingua.
 
(Nell’immagine il personaggio Agatha Trunchbull; rimando al film Matilda 6 mitica)
postato da melchisedec alle ore giugno 26, 2009 10:47 | Permalink | commenti (18) / commenti (18) (pop-up)
categoria: nugae, ironia, occasioni, iperbole, pellicole cult, cronache extra-scolastiche, curtigghiu


martedì, 23 giugno 2009

Ormai va di moda essere nominati commissari agli esami di stato e non presentarsi; se si vuole accettare come legittima l'argomentazione di chi ritiene che gli esami siano una noia, è invece inammissibile sul piano economico. Siamo o non siamo in un periodo di recesso/stagnazione/crisi? Cinquecento euro non possono essere utili anche per pagarsi mezza vacanza o un biglietto aereo? O bisogna essere pagati duemila euro per correggere i compiti(per chi ha lo scritto) e interrogare? Io certe cose proprio non le accetto. Evidentemente i commissari che disertano hanno altri introiti. La favoletta della noia io proprio non me la bevo. Soltanto un modo per carezzarsi l'ego. Di risate, però, si può anche morire.

Non stupisca dunque l'ira funesta dell'agguerrito ministro Brunetta!

postato da melchisedec alle ore giugno 23, 2009 14:45 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: ironia, esami di stato, iperbole, melchisedec, cronache extra-scolastiche, italia de profundis


martedì, 06 maggio 2008

Iperbole

roseIo ci vorrei morire su un letto di rose e foglie di edera. Tranquilli! Non ho tendenze necrofile, né manie suicide. Solo un modo iperbolico per esprimere il mio senso della bellezza. Sarà che sono stato condizionato da questa canzone?

"...un amore sotto il sole e morire tra le..."

postato da melchisedec alle ore maggio 06, 2008 08:18 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: fiori, canzoni, nugae, iperbole, melchisedec, chicche in musica


Chi sono

Utente: melchisedec
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Si tratta di un angolo personale, scritto e rivissuto tramite i "giganti" della cultura e la parola. Pertanto i riferimenti ad esperienze, fatti e personaggi non hanno alcunché di documentaristico, perché filtrati dal mio immaginario. In ottemperanza alle regole da me del tutto arbitrariamente redatte per questo blog preciso che non si risponderà a commenti privi di contributo al tema del post o a domande decontestualizzate. Saranno eliminati dalla lista dei link, anche temporaneamente, i blog-limbo e quelli con cui l'interazione langue. A rischio di apparire presuntuoso, invito a riflettere prima di scrivere convinto che ognuno abbia “un meglio” da esprimere, sempre.


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