domenica, 20 settembre 2009

settembrini
Mi piacciono molto i settembrini, sebbene siano inodori; i mazzi sono prepotentemente maestosi e assomigliano ad una capigliatura riccioluta e crespa. Oltre che bianche, le corolle possono essere lilla; il vecchio vivaista, presso il quale mi fornisco, mi ha assicurato che fra qualche giorno li troverò.
 
 
verde2
Su una delle fioriere è spuntata questa verdura, di cui non ricordo il nome. Come il basilico, anch’essa un’intrusa portata dal vento che s’è ricavata uno spazio tra i gerani. Ha anche dei boccioli, che fanno iconizzare un giallo.

giorno2

 Ho acquistato la raccolta dei poemetti di Simon Weil, scrittrice cristiana ed ebrea. L’apprezzo di più come prosatrice, ma qualche stanza merita di essere letta. Ecco il suo “giorno” con i colori dell’alba di stamattina.

Giorno che nasci, colmo di rugiada,
così chiaro nell’anima e nei cieli,
tutto questo splendore che si posa ovunque
come una carezza
limpido a noi sarà di tenerezza.
La sera che l’aria fluida ha traversato
ne colmerà l’umido prato.
Ma prima ancora che la notte scenda,
e in mezzo a noi calma si stenda,
o giorno, come sarai sporcato!
(Simone Weil, Poèmes,  tratto da A un giorno, 1968)
lunedì, 07 settembre 2009

Disgiuntiva

Mentre mi attrezzo ad assegnare per il futuro temi tipo “parla della tua mamma” o “descrivi il lavoro del tuo babbo”, “parla dei modelli comportamentali ispirati al velinismo” o “racconta le peripezie di una liceale aspirante intrattenitrice socio-erotica”, i miei attuali limiti mentali mi costringono ad assegnare, invece, tracce tipo “Nel carme “Dei Sepolcri” Foscolo compie un excursus poetico sui riti che da sempre hanno accompagnato il culto dei morti; dalla loro articolazione, variabile nel corso del tempo, il poeta desume il significato che ogni società ha attribuito al sepolcro e alla morte. Assumendo come base l’excursus foscoliano, chiarisci, con opportune argomentazioni, quale spazio simbolico la società contemporanea adibisca per i riti e la ritualità della morte” o “Con opportuni esempi tratti dalle opere da te studiate, illustra le modalità attraverso cui i letterati italiani, dal secolo XVI al secolo XVIII, hanno recepito tematiche, immagini, miti, generi letterari e cifre stilistiche del mondo classico, chiarendo, di volta in volta, se si tratti di una ricezione attiva, protesa al cambiamento della società contemporanea agli autori o di una ricezione conservativa, nostalgica, chiusa o se convivano ambedue le tendenze nella medesima elaborazione artistica”.
O, se non vi volete tediare, contemplate questo fiore peloso; dicono che puzzi, ma la nicotina non consente alle mie narici di appurarlo.
f 002f 005
postato da melchisedec alle ore settembre 07, 2009 12:48 | Permalink | commenti (20) / commenti (20) (pop-up)
categoria: fiori, nugae, melchisedec, le foto di mel, cronache extra-scolastiche


domenica, 26 luglio 2009

Chi troppo, chi...

peperoncino
I vasi, prossimi gli uni agli altri, hanno formato una selva; svettano piccoli corni di peperoncino.
Di buona qualità, a dire il vero.
La lingua avverte dei pizzicori, ma non va in fiamme.
Certi dissennati ne fanno un uso eccessivo, così da sfigurare l’essenza di ogni pietanza.
pomelia
La pomelia ha attecchito bene; ormai staziona da due anni.
La scorsa estate quattro foglie rachitiche, ora è esuberante.
Fiorirà?
Ne temo le lusinghe.
In certi giardini, invece,  gli alberi di pomelie hanno le chiome colme di fiori bianchi; alcuni con venature rosa, altre gialle.
Sembrano dei mazzetti da sposa.
pomelia2
postato da melchisedec alle ore luglio 26, 2009 12:18 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: natura, fiori, nugae, peperoncino, angoli di bellezza, imago luce expressa, ars imagines luce exprimendi, pomelia


lunedì, 13 luglio 2009

Geranio e zinnia geranio
Mi ero scordato del geranio che vedete in foto.
Pare una rosa canina o comunque un altro tipo di fiore.
Mi piace per due motivi; la sfumatura sanguigna della corolla e la totale assenza di puzzo cimiteriale.
Alcuni gerani, diciamolo, sanno di putrefazione.
zinnia
Ecco la zinnia!
Una soltanto finora.
Secondo me i semi non sono più quelli di una volta.
Magra consolazione.
postato da melchisedec alle ore luglio 13, 2009 16:28 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: fiori, nugae, le foto di mel, angoli di bellezza, ars imagines luce exprimendi


domenica, 28 giugno 2009

BrucoEppure non riesco a deprecare il bruco che m’ha divorato, nel giro di pochi giorni, le tenere e pelosette foglioline delle zinnie; le avevo piantate più di sei settimane fa. Ne sono rimaste superstiti soltanto cinque; una ha già un bocciolo pronto a esplodere. Mi pare sia fucsia, ma ancora il bianco-verde dei sepali ne vela la tonalità effettiva. Poiché sono caparbio, ho tirato fuori dal cassetto altre due buste di semi e ho sparso la semenza a casaccio in un terriccio soffice e scurissimo. Mentre lo mescolavo con un po’ di sabbia, è comparso dal fondo del vaso un lombrico, che ha cominciato a dimenarsi con multiformi acrobazie. Mi fanno un po’ ribrezzo i lombrichi, ma sono utili, perciò l’ho rimesso nel suo habitat. So per certo che lui non è colpevole dello strazio sulle foglie. Sembrano dei colapasta.
 
postato da melchisedec alle ore giugno 28, 2009 12:00 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: fiori, stagioni, nugae, estate, melchisedec


giovedì, 11 giugno 2009

Anche al tramonto un giardino "parla".

CIMG0009

CIMG0033

CIMG0011

C'è chi avvizzisce

CIMG0006

...chi cova giallo

CIMG0002

...chi matura

postato da melchisedec alle ore giugno 11, 2009 06:44 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: natura, fiori, stagioni, estate, frutti, melchisedec, le foto di mel, angoli di bellezza, imago luce expressa, ars imagines luce exprimendi


lunedì, 08 giugno 2009

Natalia e le "virtĂą"

fiore
In primavera, contrariamente all’apertura della luce e dell’azzurro, si è rarefatto lo spazio per la lettura personale, per un libro, un buon libro.
Sono riuscito a terminare, tuttavia, la lettura di Le piccole virtù di Natalia Ginzburg, pubblicato nel 1962.
Si tratta di una miscellanea di pagine autobiografiche e saggistiche, che spaziano dalla famiglia d’origine alla formazione scolastica, dall’amore con Leone Ginzburg all’amicizia con Cesare Pavese.
La scrittura della Ginzburg è piana e scorrevole, non indugia né sulle mielosità dell’io, né sul descrittivismo che si autocelebra.
Alcune pagine rievocano dal di dentro cosa sia stato essere donna di origine ebraica negli anni della dittatura fascista e della Guerra, raccontano il quotidiano dell’esilio in Abruzzo insieme al marito, rivelano l’amore per il mestiere di scrivere e di pensare, di gioire e di illanguidire nella malinconia insieme allo scorrere lento del Po o alla monotonia dei cumuli di neve dell’Appennino italiano.
Ho trovato pregevoli alcuni passi, che riporto di seguito.
 
Scegliere
Ma fare della vita una pura scelta non è vivere secondo natura: è vivere contro natura, perché all'uomo non è dato scegliere sempre: l'uomo non ha scelto l'ora della sua nascita, né il proprio viso, né i propri genitori, né la propria infanzia: l'uomo non sceglie, di solito, l'ora della sua morte. L'uomo non può che accettare il proprio viso così come non può che accettare il suo proprio destino: e la sola scelta che gli è consentita è la scelta fra il bene e il male, fra il giusto e l'ingiusto, fra la verità e la menzogna.
 
Sul mestiere di scrivere
Perché questo mestiere non è mai una consolazione o uno svago. Non è una compagnia. Questo mestiere è un padrone, un padrone capace di frustarci a sangue, un padrone che grida e condanna. Noi dobbiamo inghiottire saliva e lagrime e stringere i denti e asciugare il sangue delle nostre ferite e servirlo. Servirlo quando lui lo chiede. Allora anche ci aiuta a stare in piedi, a tenere i piedi ben fermi sulla terra, ci aiuta a vincere la follia e il delirio, la disperazione e la febbre. Ma vuol essere lui a comandare e si rifiuta sempre di darci retta quando abbiamo bisogno di lui.
 
Su Cesare Pavese
Era, qualche volta, molto triste: ma noi pensammo, per lungo tempo, che sarebbe guarito di quella tristez­za, quando si fosse deciso a diventare adulto: perché ci pareva, la sua, una tristezza come di ragazzo, la ma­linconia voluttuosa e svagata del ragazzo che ancora non ha toccata la terra e si muove nel mondo arido e solitario dei sogni. Qualche volta, la sera, ci veniva a trovare; sedeva pallido, con la sua sciarpetta al collo, e si attorcigliava i capelli o sgualciva un foglio di car­ta; non pronunciava, in tutta la sera, una sola parola; non rispondeva a nessuna delle nostre domande. In­fine, di scatto, agguantava i1 cappotto e se ne andava. Umiliati, noi ci chiedevamo se la nostra compagnia l' aveva deluso, se aveva cercato accanto a noi di rasse­renarsi e non c'era riuscito; o se invece si era propo­sto, semplicemente, di passare una serata in silenzio sotto una lampada che non fosse la sua.
Conversare con lui, d' altronde, non era mai facile, nemmeno quando si mostrava allegro: ma poteva esse­re, un incontro con lui anche composto di rare parole, tonico e stimolante come nessun altro. Diventavamo, in sua compagnia, molto piu intelligenti; ci sentivamo spinti a portare nelle nostre parole quanto avevamo in noi di migliore e di piu serio; buttavamo via i luoghi comuni, i pensieri imprecisi, le incoerenze.
Ci sentivamo spesso, accanto a lui, umiliati: perché non sapevamo essere, come lui, sobri, né come lui mo­desti, né come lui generosi e disinteressati. Ci trattava, noi suoi amici, con maniere ruvide, e non ci perdona­va nessuno dei nostri difetti; ma se eravamo sofferenti o malati, si mostrava ad un tratto sollecito come una madre.
postato da melchisedec alle ore giugno 08, 2009 19:43 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: fiori, libri, litterae, pavese, natalia ginzburg, parole come gioielli, le foto di mel, ars imagines luce exprimendi


Chi sono

Utente: melchisedec
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Si tratta di un angolo personale, scritto e rivissuto tramite i "giganti" della cultura e la parola. Pertanto i riferimenti ad esperienze, fatti e personaggi non hanno alcunché di documentaristico, perché filtrati dal mio immaginario. In ottemperanza alle regole da me del tutto arbitrariamente redatte per questo blog preciso che non si risponderà a commenti privi di contributo al tema del post o a domande decontestualizzate. Saranno eliminati dalla lista dei link, anche temporaneamente, i blog-limbo e quelli con cui l'interazione langue. A rischio di apparire presuntuoso, invito a riflettere prima di scrivere convinto che ognuno abbia “un meglio” da esprimere, sempre.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


RES PROPOSITA


aborto
accabadora
accidia
acqua
ada negri
adam elshemeir
adozione libri di testo
adulare
affetti
alessandro perissinotto
allegoria
alluvione
amelia rosselli
amore
andy warhol
aneddoti
angoli di bellezza
anima
animali
antimafia
antonello blandi
antonia pozzi
antonio del giudice
antonio gramsci
archetipi
ariosto
aristofane
ars docendi
ars imagines luce exprimendi
arte
artificiositĂ 
artigianato
asciuttezza
ascolto
assenteismo
attualitĂ 
autonomia
aviditĂ 
baarìa
bacone
banalitĂ 
baricco
baronessa di carini
benedetto xvi
berlino
biagi
bibbia
bidelli
birmania
blogsfera
boccaccio
bonolis
brainstorming
buccellati
bullismo
buttana
buttani
cacciari
cachi
calligrafia
calvino
cani
canzoni
carabinieri
caravaggio
carbonio
carducci
castelmola
castitĂ 
cataldo dino di meo
cazzille
cecilia
centomila
chiasmo
chicche in musica
cielo
circumspicere
classici dietro le quinte
clientelismo
cold mountain
comico
commedia
complicitĂ 
comunicazione
comunitĂ 
condotta
conoscenza
consigli di lettura
coraggio
corporativismo
correzione
cronache extra-scolastiche
crudeltĂ 
curtigghiu
danilo dolci
dannunzio
dante
david maria turoldo
decadenza
dediche
democrazia
demone meridiano
dialetto
dolore
doppio
doxa
educazione
eidolon
einstein
emanuele di giorgio
energia
entusiasmo
enzo bianchi
epifania
episteme
erbe
eresie interpretative
eros
erri deluca
esami di stato
esattezza
eschilo
espiazione
estate
eternitĂ 
eteronomia
eufemismo
fare memoria
festa-pacco
festa dellunitĂ 
festino
festival della filosofia
festival legalitĂ 
feticcio
fglorca
finardi
fiori
firmino
fisco
fontane
formazione
foscolo
francesco dassisi
freschezza
frutti
futurismo
gabbiani
galimberti
gatti
genialitĂ 
genna giuseppe
gennaio
gentilezza
geografia
george trakl
georgia okeeffe
gesĂą nellislam
giacinti
gian maria testa
giardini naxos
gigante
gioia
giovani
giovanni ragone
giro di vite
giuliana
giuseppe bonaviri
giuseppe tornatore
globalizzare
govoni
grandville
gratuitĂ 
guerra
h james
herta muller
hiv
hopkins
horcynus orca
i racconti di mel
identitĂ 
idoli
imaginem cogitatione fingere
imago luce expressa
impegno
incendi
incontri
incuria
indefinito
indifferenza
iniziazione
interpretare
iperbole
ipocrisia
ironia
istituzionalizzazione
italia de profundis
kundera
la porta
la scuola in ospedale
laico
lampedusa
lavoro
le foto di mel
lectio magistralis
leopardi
libri
linda ferri
lingua
lingua italiana nel mondo
linguaggio
linterdetto
litterae
luca canali
lucciola
lucio piccolo
lucrezio
luigi malerba
lullo
luna
lusingare
lux
machiavelli
madeleine delbrĂŞl
mafia
magda szabo
magdi allam
maggio
manifestare
manipolare
manuel vásquez montalbán
manzoni
mare
maria
mario luzi
marzo
massaggio thai
maternitĂ 
matrimonio
maturitĂ 
mcewan
medusa
melagrana
melchisedec
meleagridi
mercè rodoreda
mesi
messa in scena
mia martini
michela murgia
mimose
mircea eliade
modi di dire
mondello
montagne
montale
morte
motu proprio
multiculturaltĂ 
natale
natalia ginzburg
natura
nebbia
nessuno
neve
nobel
noia
nomi
nubifragio
nugae
occasioni
occaso
oceano
oliver bleys
onestĂ  intellettuale
orazio
orchestra del titanic
ottavio jemma
padri e figli
palermo
panaru
pane
panelle
paola mastrocola
paolo giordano
par condicio
parassitismo
parole come gioielli
pascoli
pasolini
pasqua
pasqua bassa
pavese
pellicole cult
pennac
penne obliate
pensatoio
pensiero
peperoncino
peppino impastato
perdonanza mediatica
persona
personaggio
personificazione
pessoa
petali
petrarca
philosophia
piaggiare
piana degli albanesi
picasso
pistacchio
plebiscito
poetarum inventum
poliptoto
politica
pomelia
post film
post lettura
presepe
primarie
primavera
primo levi
primo maggio
privacy
prosa poetica
pubblicitĂ 
puttana
q
radio
ramarri
rancido
rappresentazione di sè
reductio ad unum
religio
religione civile
renato fucini
ricordi
rifiuti
riflessioni
rilke
rimorso
risparmio
rita levi montalcini
roberto scarpinato
rose
saffo
sam savage
san martino delle scale
san nilo
santuzza
saverio lodato
sbarbaro camillo
sciacalli
scorpioni
seccatori
secolarizzazione
seduttivitĂ 
semplicitĂ 
sepolcri
sermonti
shakespeare
shelley
sicilia colorata
simboli
simbolo
simone weil
specchio ricurvo
spreco
stagioni
stefano darrigo
stevenson
stile
sucameli
tagliavia
taijichan
taormina
taranta
taverna
teatro
tennyson
terra
testi scolastici
thomas de quincey
tifosi
todorov
tommaso landolfi
torquato tasso
tradizioni
tradurre
transitio
trapani
tulipani
tullio de mauro
tv
twilight
ulisse
umoristico
unesco
uno
utopie
valerie solanas
vampiro
vedovanza
verga
veritĂ 
vita
vito mancuso
voce
voci dialettali
volontariato
web
william turner
yoga

IMAGINES LUCE EXPRESSAE

Vedi altri media

MALLEOLI

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

RATIOCINATOR

visitato *loading*volte