Svegliarsi e impattare, tra la stonatura del sonno e gli occhi impiastricciati, una dichiarazione d’amore scritta in maiuscola e con bomboletta spray nera deve essere, sicuramente, un’esperienza da scarabeo capovolto; con le zampette all’aria in vorticoso movimento il malcapitato insetto si dimena alla ricerca del mezzo per ritrovare la sua naturale posizione.
Il costume, di tutti i tempi, ha sempre contemplato tali esternazioni, non solo sentimentali, affidate alla parola scritta; sono cambiati solo gli strumenti.
Per attimo, affacciatomi da una delle terrazze, ho temuto qualche “vendetta”; è notorio che, per quanto uno si sforzi di operare con coscienza e professionalità, qualche alunno, e insieme a lui la famiglia, possa vivere tragicamente la”bocciatura” e additare un docente come motore primo dello “sgarbo”.
Niente di tutto questo.
L’iscrizione è, invece, indirizzata a Flavia.
<< PER FLA: NON SONO IL TUO EX, MI PIACI UN CASINO!>>.
Flavia è una mia vicina di casa, una giovane di 22 anni circa; probabilmente l’idillio sentimentale che vive è in crisi e il suo Lui non si rassegna a quell’ “ex”. Di là dal gossip, che poco mi riguarda, il dato che mi colpisce è il ricorrere alla parola scritta, oggi anche per sms e e-mail, come extrema ratio risolutiva di una probabile incapacità di affrontare de visu per così dire l’avversario. Il messaggio scritto con bomboletta spray raggiungerebbe i seguenti scopi: supplire alla codardia del mittente, rendere pubblico il messaggio e conseguentemente obbligare il destinatario a prendere una posizione, non solo per se stesso, ma anche per la comunità di lettori che fruisce, in questo caso, della dichiarazione d’amore, corroborare con la testimonianza degli altri il proprio sentimento.
Con tutta sincerità si può essere lusingati da una siffatta iniziativa, ma ci sono situazioni in cui chiudere i battenti è motivo di salvaguardia della propria incolumità spirituale e fisica.
Con tutta sincerità occorrerebbe molto fegato sia ad essere il mittente che il destinatario di un messaggio stile stranamore.
Meglio non pensarci!
Il <<Lui>> abbandonato mi ha richiamato l’incipit di un sonetto del mio amato Petrarca:
<<Pace non trovo, et non ò da far guerra;
e temo, et spero; et ardo, et sono un ghiaccio;
et volo sopra ‘l cielo, et giaccio in terra;
et nulla stringo, et tutto ‘l mondo abbraccio>>.