Eppure non riesco a deprecare il bruco che m’ha divorato, nel giro di pochi giorni, le tenere e pelosette foglioline delle zinnie; le avevo piantate più di sei settimane fa. Ne sono rimaste superstiti soltanto cinque; una ha già un bocciolo pronto a esplodere. Mi pare sia fucsia, ma ancora il bianco-verde dei sepali ne vela la tonalità effettiva. Poiché sono caparbio, ho tirato fuori dal cassetto altre due buste di semi e ho sparso la semenza a casaccio in un terriccio soffice e scurissimo. Mentre lo mescolavo con un po’ di sabbia, è comparso dal fondo del vaso un lombrico, che ha cominciato a dimenarsi con multiformi acrobazie. Mi fanno un po’ ribrezzo i lombrichi, ma sono utili, perciò l’ho rimesso nel suo habitat. So per certo che lui non è colpevole dello strazio sulle foglie. Sembrano dei colapasta.