domenica, 31 maggio 2009

Il popolino palermitano, che rovescia per strada i cassonetti e appicca il fuoco, è il medesimo che ha scelto, nelle cabine elettorali, l'attuale "amministrazione". Lo specchio, come si suol dire.

fumo(Foto scattata nel primo pomeriggio di oggi)

postato da melchisedec alle ore maggio 31, 2009 22:11 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: politica, palermo, attualitĂ , le foto di mel, ars imagines luce exprimendi


venerdì, 29 maggio 2009

CIMG0015

Palermo... sommersa?

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postato da melchisedec alle ore maggio 29, 2009 20:13 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: politica, dolore, palermo, attualitĂ 


giovedì, 28 maggio 2009

Il gigante e la puttana

dante1Delle tre cantiche la seconda paga sempre lo scotto del tempo che non basta.
Il Purgatorio rimane quasi sempre in ombra rispetto all’Inferno e al Paradiso.
Però quest’anno mi sono spinto oltre: non solo otto canti per intero, ma ho proposto ai ragazzi anche degli stralci degli ultimi.
Una lunga, articolata e complessa allegoria li caratterizza, una scena cinematografica che annuncia l’apparizione di Beatrice che guiderà il sommo poeta all’empireo.
Dante saccheggia la mitologia classica e le sacre scritture, parla di vecchi saggi e donne gentili, di un grifone e di un’aquila, di corna e occhi sovrumani, di un gigante e di una puttana, che vorrebbe distogliere il pellegrino dalla meta.
Dante era davvero incazzato con i suoi tempi.
Bui, forse quanto oggi.
Perciò gli concediamo questo e altro ancora.
Che parli di un gigante e di una puttana, così, senza peli sulla lingua.
 
 
 
Sicura, quasi rocca in alto monte,
seder sovresso una puttana sciolta
m'apparve con le ciglia intorno pronte;
       150

e come perché non li fosse tolta,
vidi di costa a lei dritto un gigante;
e basciavansi insieme alcuna volta.
       153

Ma perché l'occhio cupido e vagante
a me rivolse, quel feroce drudo
la flagellò dal capo infin le piante;
       156

poi, di sospetto pieno e d'ira crudo,
disciolse il mostro, e trassel per la selva,
tanto che sol di lei mi fece scudo
       159

a la puttana e a la nova belva.
(Purgatorio, XXXII)
postato da melchisedec alle ore maggio 28, 2009 21:26 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: politica, democrazia, attualitĂ , dante, puttana, decadenza, allegoria, melchisedec, buttana, buttani, eresie interpretative, poetarum inventum


mercoledì, 27 maggio 2009

L'Ăąpupa e il teschio

Da qualche ora la flebo ministeriale distilla i commissari degli esami di stato.
Il sito è in preda a frequenti collassi, sbianca nello schermo con la sua pagina momentaneamente non disponibile.
Colleghi e alunni euforici, avidi di notizie sui membri esterni: provenienza, accertamento di sanità mentale, parentadi.
Dal canto mio sono sereno; quest’anno sono interno, gli allievi, inoltre, danno frutti.
Farebbe bene a impensierirsi chi ha turlopinato i ragazzi, vuoi per incapacità didattica, per noia, per stanchezza; il condizionale è d’obbligo, chiaramente.
In questi giorni in classe si boccheggia; gli schiamazzi nei corridoi si amplificano più del solito come anche il frastuono del traffico.
Le scuole andrebbero dislocate su eremi!
Si susseguono freneticamente le interrogazioni, i compiti e le ultime spiegazioni.
Parlare di sepolcri a dei ragazzi in fiore non è che sia il massimo.
Però in questo passaggio Foscolo mi fa andare in deliquio…
 
upupaSenti raspar fra le macerie e i bronchi
la derelitta cagna ramingando
su le fosse e famelica ululando;
       80
e uscir del teschio, ove fuggia la luna,
l'úpupa, e svolazzar su per le croci
sparse per la funerëa campagna
e l'immonda accusar col luttüoso
singulto i rai di che son pie le stelle
       85
alle obblïate sepolture.
Teschio
postato da melchisedec alle ore maggio 27, 2009 18:49 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
categoria: nugae, foscolo, maturitĂ , melchisedec, sepolcri


martedì, 26 maggio 2009

scansione0003
Le zucchine immerse nell’olio bollente sprigionano un intenso aroma di frittura, che attenuano  le folate di marsiglia del bucato steso a mezzogiorno. Un’anziana spia dalle persiane, un omiciattolo peloso è già in canottiera. Nell’aria afa. Scordo la fatica dell’aula, annusando famiglia.
postato da melchisedec alle ore maggio 26, 2009 14:40 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: nugae, melchisedec


lunedì, 25 maggio 2009

Leggersi un Roth e il menu, convolvoli di sigaretta s’attorcigliano nervosi nell’afa serale. Fumigano spaghetti, amoreggiano sguardi nell’angolo.
Si rumoreggia ai tavoli, mentre si stende, sbadigliando, una notte di maggio.
Dai cespugli un dolce-acre di nettare.
Si accendono candele ai tavoli.
 
postato da melchisedec alle ore maggio 25, 2009 12:10 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: nugae, occasioni, asciuttezza


giovedì, 21 maggio 2009

Debordare

3536030433_12298cc386_m
Le perdite d’acqua sono dannose.
Non so se vi sia mai capitato di osservare degli abbeveratoi, nelle cui vasche, un tempo, forse anche oggi in qualche località montana, le mandrie si dissetano.
Laddove il getto è particolarmente impetuoso e le vie di scolo sono occluse da fogliame trasporato dal vento, da frasche o da oggetti che l’uomo, incurante di sé e degli altri, ha scaraventato nella vasca, l’acqua trova necessariamente una via di fuga, deborda fuori dagli orli del perimetro dell’abbeveratoio o si scava un capillare, da cui defluisce all’esterno.
Al che è frequente osservare, alla base o sulla parete dell’oasi, del poeticissimo muschio senza arboscelli.
 
Il surplus di immaginario, che si deposita nel nostro io, è simile all’acqua che trabocca dall’abbeveratoio e produce la costituzione di un mondo alternativo a quello che viviamo quotidianamente. Rispetto ad un reale vissuto male o non vissuto, il blog, o qualsivoglia mascheramento dell’io reale con un nick, nelle numerose community, costituirebbe il bacino collettore di quell’immaginario che, non trovando una piena realizzazione nella realtà, mortificato da un vissuto insignificante e povero di sogni, si realizza parlando di sé.
 
Questo è l’oggetto delle riflessioni su cui dibatto con uno stimato pensatore.
A me sembra una generalizzazione.
E come tale priva di fondamento reale.
Potrebbe essere così, ma non sempre è così.
 
(L’immagine è di MISTI)
postato da melchisedec alle ore maggio 21, 2009 14:44 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: riflessioni, pensatoio, blogsfera, melchisedec


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Utente: melchisedec
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Si tratta di un angolo personale, scritto e rivissuto tramite i "giganti" della cultura e la parola. Pertanto i riferimenti ad esperienze, fatti e personaggi non hanno alcunché di documentaristico, perché filtrati dal mio immaginario. In ottemperanza alle regole da me del tutto arbitrariamente redatte per questo blog preciso che non si risponderà a commenti privi di contributo al tema del post o a domande decontestualizzate. Saranno eliminati dalla lista dei link, anche temporaneamente, i blog-limbo e quelli con cui l'interazione langue. A rischio di apparire presuntuoso, invito a riflettere prima di scrivere convinto che ognuno abbia “un meglio” da esprimere, sempre.


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