giovedì, 12 novembre 2009

scarpe 003
Orme pendule scandiscono al cielo muti passi.
 
(Da anni quelle scarpe penzolanti mi tentano; ieri lo scatto)
postato da melchisedec alle ore novembre 12, 2009 07:53 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: indefinito, le foto di mel, angoli di bellezza, imago luce expressa, imaginem cogitatione fingere, ars imagines luce exprimendi


martedì, 10 novembre 2009

cachi grande
Sui rami ridotti a scheletri luccica velluto d’autunno.
Non una foglia li adorna.
Sulla bocca del frutto è caduta una stella giallognola col suo osso irto.
Il sole estivo s’è raggrumato nella polpa che filiformi venature avvolgono come membrana protettiva.
Placenta di nascosti godimenti.
Ghiacci e cime nella succulenza addentata.

cesto
postato da melchisedec alle ore novembre 10, 2009 19:51 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: natura, stagioni, nugae, cachi, le foto di mel, angoli di bellezza, ars imagines luce exprimendi


domenica, 08 novembre 2009

"Il liceo si è già scordato di me"

La domenica mattina inizia proprio bene; ricevo e pubblico un’email inviatami da un’ex allieva.
Perché postarla qui?
Non mi interessano proprio gli eventuali complimenti dei lettori, ormai dopo anni di bloggaggio ho fatto tesoro di una frase scovata in un vecchio libro di grammatica: “Trattate i complimenti che vi vengono fatti come se fossero profumi: odorateli, ma non inghiottiteli!”.
Sbandierarla qui ai quattro venti ha per me il valore di un punto di forza, di un’interrogazione andata a buon fine, di uno sprone a proseguire dritto per la mia strada.
Nella scuola italiana si respira sempre più un’aria da regime fascista travestito da democrazia.
E chi esprime il proprio punto di vista, anche se particolare e discutibile, viene addidato come sovversivo.
I colleghi  nella quasi totalità sono proni e pronti a tutto: pur di salvaguardare lo stipendio e/o incrementarlo con progetti, progettini e progettacci, non vedono, non sentono, non discutono, non criticano.
Non professano.
Sono i loro così sia alla passività intellettuale a sferrare un pugno nello stomaco, a generare amarezza e pessimismo.
Meri esecutori di direttive; che poi non vuol dire non eseguirle, me ne guarderei bene, infatti chi mi conosce sa che il dovere(e gli obblighi contrattuali) viene prima di ogni cosa.
Poi, al mattino, entri in classe e scordi tutto.
Le 4-5 ore trascorse con i ragazzi spossano sì per la fatica, ma al contempo rigenerano.
Menti giovani e fresche, sorridenti e ridenti, vive e acute.
 
Salve professore!
Come procede l'anno scolastico?
Il mio primo anno d'Università è iniziato parecchio bene. Le lezioni frontali stimolano la mente a porsi mille perché e vengono per lo più supportate da diapositive (si è mai chiesto perché la "Vespa",uno tra i più famosi motorini della storia, si chiama proprio in questo modo? Il perché la Gioconda sia il quadro più famoso al mondo? Fino a che punto l'Arte si possa definire tale?) mentre i laboratori, anche se molto impegnativi, hanno tra i tanti scopi quello di tirar fuori la creatività degli studenti, oltre che prepararli nella progettazione di oggetti, di packege (imballaggio dei prodotti), ecc... Si figuri che qualche giorno fa la lezione si è svolta al Foro Italico e l'obiettivo era quello di rappresentare uno squarcio del parco e di scegliere due oggetti dell'arredamento urbano per poi rappresentarli, individuando da soli i materiali e le misure per poi trascrivere una descrizione dettagliata (esperienza davvero interessante se non si fosse svolta in concomitanza con una folata di vento che ha spazzato via parecchi dei nostri sforzi!). Una piccola curiosità che sono sicura potrà interessarla è che i famosi "birilli" che circondano il foro rappresentano, in realtà, il profilo del busto di Eleonora d'Aragona che si trova a Palazzo Abatellis!
Cambiando discorso, visto che il mio entusiasmo rischia di farmi scrivere per ore e ore, devo dire che il sentire parlare della morte di Alda Merini, conosciuta al corso di letteratura moderna,  mi ha portata indietro, prima di qualche mese, poi di qualche anno. Quando all'inizio di quest'anno scolastico i bidelli non volevano farmi entrare a scuola, ho sentito forte il senso di nostalgia, pensando: "Il liceo si è già scordato di me". Eppure io non potrò mai scordare questo "mostro d'inchiostro" (l'immagine arriva da uno dei primi libri che ho letto da piccola e mi piace definire così il liceo per tutto l'inchiostro che in cinque anni si usa) che mi ha dato davvero tanto. Volevo ringraziarla di cuore, prof, per aver gonfiato esponenzialmente questo tanto, per aver creduto sempre in me, per il semplice fatto che so chi è Antonia Pozzi o a che "serve" la letteratura, perchè riesco a capire le iscrizioni latine nelle chiese e non resto di stucco dinnanzi a gente che si confronta su autori e tendenze.

Si è fatto tardi, spero di avere sue notizie..
postato da melchisedec alle ore novembre 08, 2009 09:33 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: affetti, melchisedec, cronache extra-scolastiche


sabato, 07 novembre 2009

Il "latte" tra i cedri

“Un paese di miele e di latte, una città del lusso e della voluttà.
Vent’anni dopo l’indipendenza, il Libano appare come un successo e Beirut come una perla rara in Vicino Oriente, un Vicino Oriente tormentato”.
E ancora “Doveva essere un capodanno come un altro; malgrado la cupezza provocata dalla guerra del ’67, il nervosismo della politica interna, Beirut si apprestava a festeggiare il passaggio al ’69. I giornali erano pieni di annunci pubblicitari, di feste e veglioni.
Tre giorni prima dell’anno nuovo, il 28 dicembre 1968 un fulmine a ciel sereno: un commando israeliano piomba sull’aeroporto di Beirut e distrugge completamente 13 aerei della Middle East Airlines. La festa non fu guastata ovunque, ma era la fine dell’età dell’innocenza”.
 
Samir%20Kassir%20-%20Lebanon%20redim%2080pSono due brevi stralci tratti dal saggio di Samir Kassir, storico, attivista e giornalista libanese assassinato nel 2005, autore di Beirut. Storia di una città, Einaudi 2009.
Il costo è eccessivo… 35 euro, ma sono rimasto affascinato dalla presentazione su radiotre.
Viene tracciata la storia del Libano dalla preistoria ad oggi con un approfondimento, però, sulle vicende del paese dei cedri dall’indipendenza(1943) almeno fino all’anno della morte di Kassir.
Il punto di vista dominante nella ricostruzione, che è insieme storica e personale, almeno stando alle interviste rilasciate da Gad Lerner e Rosita Di Peri alla radio, è di chi ha sperimentato la fatica di essere arabo e al contempo aperto alla relazione con l’Occidente.
Di Beirut c’è un ritratto eccezionale: la bellezza della montagna innevata che va dritta a strapiombo sul mare, il cosmopolitismo culturale e religioso grazie a un’imponente stratificazione di esperienze tra Occidente e Oriente, luogo del mito e della leggenda, del latte e della beatitudine, nicchia di riti religiosi vari e opposti.
La città tuttavia diviene, a partire dagli anni ’70, subalterna alle guerre dei paesi stranieri, cui si legano alcune delle 18 comunità socio-politiche del paese, che la dilaniano dall’interno e dall’esterno.
Eppure Beirut, dopo ogni distruzione, ha manifestato sempre una più pervicace voglia di ricostruzione, di godere, di intrecciare le esperienze culturali più diverse.
Oggi non è più la Svizzera del Medio Oriente, come fu definita da Lamartine e dagli scrittori orientalisti, ma rimane lì con la sua ricchezza culturale, una montagna con le cime innevate e una striscia di mare.

postato da melchisedec alle ore novembre 07, 2009 16:01 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: attualitĂ 


venerdì, 06 novembre 2009

Dal medico l’anticamera brulica di pazienti.
Come al banco del salumiere c’è il pizzino con il numero del turno.
44.
Prima di me 20.
I pazienti impazienti staccano il pizzino e vanno via a sbrigare altre faccende.
Il turno più folto, manco a farlo apposta, è proprio quello del mio medico di base.
L’anticamera, infatti, è per ben quattro gabinetti, ma tutti vogliono lui.
Il mio medico.
E ripeto mio con una lunga scia di stima.
Lunga quanto l’attesa.
È un uomo dolcissimo, a me coetaneo.
Gentile nei modi, garbato, con sulle spalle una gavetta di tutto rispetto.
Ci diamo del tu.
O meglio lui ha preteso così.
Eppure non riesco mai a mettermi alla pari.
Per me rimane il medico, il medico che si prende cura del paziente.
Qualche volta, tra una ricetta e l’altra, parliamo di libri, di film, dei suoi due bambini che troneggiano dalla foto posta sulla scrivania.
Anche la moglie ha giurato con Ippocrate, ma non la conosco di persona.
A Natale ci scambiamo gli auguri, con una telefonata o un messaggio.
Si è capito, no?
È bravo, professionale e simpatico.scansione0006
Ma oggi era reticente sulle vaccinazioni in corso o sul punto di…
Se il caso ci avrà messo lo zampino, non mi resterà che grugnire.

postato da melchisedec alle ore novembre 06, 2009 19:02 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: nugae, melchisedec


giovedì, 05 novembre 2009

Ultim'ora

Hoffmann_EnglishCover
 
La prossima battaglia dei perturbati emozionalmente sarà la richiesta di rimozione della croce dalla bandiera finlandese.

postato da melchisedec alle ore novembre 05, 2009 07:22 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: politica, nugae, ironia, religio, attualitĂ , archetipi


martedì, 03 novembre 2009

scansione0002La poetessa senza manoscritti
 
I poeti non muoiono, palpitano nella voce di chi li legge, tremano nella mano di chi scrive.
I filologi, stando alla testimonianza degli editori Nicola Crocetti e Piero Manni, quest’ultimo ha curato la raccolta postuma Come polvere o vento, in uscita a novembre, avranno un bel da fare nel ricostruire l’ultima produzione della poetessa.
A parte le raccolte edite, esiste una miriade di poesie sparse che Alda non ha mai scritto di proprio pugno, ma dettato o semplicemente scritto su fogli di giornale in occasioni anche fortuite.
Da almeno vent’anni non scriveva più, ma  le dettava, anche per telefono.
A volte, durante la dettatura, perdeva il filo del discorso, partiva per la tangente e diceva cose senza capo, né piedi.
Era una poetessa dotata di un dono naturale, il dono della poesia, e la componeva come una persona normale parla o pensa e ciò la rende più vicina a noi.
Le sue parole e i suoi pensieri si trasformavano in poesia.
Poesia di carne e di spirito.
Di voli e cadute.
Una donna straordinaria con in più il magma ribollente del poetare.
 
Su RADIOTREFAHRENEIT si può ascoltare la testimonianza di Crocetti e Manni, nonché altri pregevoli testi poetici.
 
Se la mia poesia mi abbandonasse
come polvere o vento,
se io non potessi più cantare,
come polvere o vento,
io cadrei a terra sconfitta
trafitta forse come la farfalla
e in cerca della polvere d’oro
morirei sopra una lampadina accesa,
se la mia poesia non fosse come una gruccia
che tiene su uno scheletro tremante,
cadrei a terra come un cadavere
che l’amore ha sconfitto.
(Alda Merini, Come polvere o vento)
 
Come polvere o vento dà la misura della ricerca poetica della Merini.
Si impongono alla fruizione del lettore le due similitudini, la poetessa farfalla nella leggiadria del suo volo e dei suoi colori, trapassata però dal dolore, abbacinata dall’illusione della polvere d’oro depositata sulla lampadina, e la poesia-gruccia, capace di sostenere uno scheletro tremante, rinsecchito e leggero. A partire dalle due immagini si può tentare una ricostruzione della poetica della Merini: la poesia come canto, canto leggero della parola, la poesia come sostegno e appoggio.
Venute meno le due condizioni, si profila il peso della morte.
Nell’immobilità della farfalla infilzata.
Nel cadavere sconfitto dall’amore.
 
postato da melchisedec alle ore novembre 03, 2009 14:13 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: arte, ascolto, anima, litterae, attualitĂ , parole come gioielli, poetarum inventum


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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Si tratta di un angolo personale, scritto e rivissuto tramite i "giganti" della cultura e la parola. Pertanto i riferimenti ad esperienze, fatti e personaggi non hanno alcunché di documentaristico, perché filtrati dal mio immaginario. In ottemperanza alle regole da me del tutto arbitrariamente redatte per questo blog preciso che non si risponderà a commenti privi di contributo al tema del post o a domande decontestualizzate. Saranno eliminati dalla lista dei link, anche temporaneamente, i blog-limbo e quelli con cui l'interazione langue. A rischio di apparire presuntuoso, invito a riflettere prima di scrivere convinto che ognuno abbia “un meglio” da esprimere, sempre.


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